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«Tristi fummo ne l'aere dolce che dal sol s'allegra, portando dentro accidïoso fummo: or ci attristiam ne la belletta negra»

♂ Il Quinto Cerchio ♀

Accıδıα

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Piccola sognatrice con la testa perennemente tra le nuvole: fantasiosa, romantica, affettuosa, timida, sensibile, autoironica, vera amica; testarda, impacciata, presuntuosa, smemorata, lunatica, malinconica, eterna indecisa. Dolce e divertente, ma con chi non mi sta simpatico divento molto acida...

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Il Quinto Cerchio sentitamente ringrazia. Love Pictures, Images and Photos

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In un angolo di cielo
un bel sogno si destreggia
fra le stelle luminose,
balla intorno a lor gaudente:
finge d'esser spensierato,
figlio di una libertà
che l'ha reso incompleto.

In un angolo di mondo,
un puntino sulla Terra,
un tal piange e si dispera
perché il sogno suo ha smarrito
e con esso il desiderio,
e la gioia, e la speranza
di vederlo ormai esaudito.

Se quel sognator sei tu,
e se cerchi ciò che hai perso,
alza gli occhi verso l'alto
e non darti già per vinto:
fra le stelle arriverai
e, in un angolo di cielo,
so che lo ritroverai.




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fraaaa attenzione alla febbre gialla!!!xD all'amaldi c' sempre di tutto di più uahauahauah ...

 

   -''Finalmente s'ha fatt i capill a omm!!!''- 

   

ahahaha kekka 6 grande!!

 

1 bacione tvttttttb :-*

Jan. 22
Teresawrote:
ciaooo amiketta di banco!!!!!!!finalmente si è aperto sto blog.....passa anke tu da me se ti va...ho messo le foto ci sei anke tu!!!!un bacione grande grande!!!!!!
Dec. 1
grazie del commento Francy.....sei stata gentilissima e molto profonda :D un grande bacio!
rosario!
Nov. 23
wewe ciao bella riccia XD ti konosco da poko e già mi sei tanto simpatica bello il tuo spaces mika km il mio ...si vede ke ci hai messo cura e tempo e nn poki minuti km il sottoscritto ci si sente bye bye
Nov. 9
We ciao Ricciola eccomi quì a farti il commento nel blog come promesso...ma lo sai che non so cosa scrivere...vorrei commentare le poesie ma di Leopardi ho preso solo il pessimismo e no la vena poetica XD...quindi accontentati di quello che sto scrivendo..Cmq hai un bel blog..se mettessi un po più di colorre sarebbe meglio..sei una ragazza così solare...vabbè intanto ci metto io un po di colore con questa immagine spero ti piaccia XD...Ciao Ricciola tvttttttb !!!!


Nov. 1
July 04

Solo un grande sasso

«La vita è “solo un grande sasso”. Per te che vuol dire?»
«Per me vuol dire che la vita è un macigno che ci trasciniamo a fatica sulle spalle. Un peso, nulla più.»

Era una sera d’aprile come tante altre, e non riuscivo a dare spiegazione diversa da questa. Ma stamattina – non so bene come - mi è tornato alla mente quello stralcio di conversazione ed ho pensato che, forse, ci sarebbe altro da dire.
Consideriamo un uomo che nulla possiede al di fuori del suo corpo e dei suoi pensieri; egli cerca dell'acqua perché ha sete. Trovatala, e avendone bevuto a sufficienza, dirà: "Ora sto meglio, se non fosse per la fame...". Indi si procurerà del cibo e mangerà a sazietà, per poi pensare: "Ora sto meglio, se non fosse per il freddo...". Capirà in che modo accendere il fuoco, realizzerà indumenti per coprirsi, ma finirà per lamentarsi della sua solitudine; e quando avrà ottenuto tutte quelle cose che sono fondamentali per la vita di un essere umano, sarà allora che comincerà a desiderare il superfluo, e ne vorrà sempre più.
L'uomo è cupido ed incontentabile, e questo non già perché egli non sappia essere felice, bensì perché non ha idea di quanto complessa possa essere l'infelicità: non ne conosce il limite, percui si accorge con rammarico che, eliminata la causa maggiore del suo temporaneo malessere, se ne presenta un'altra, una serie di altre, in una successione che aliena i più fragili.
Ogni causa maggiore è “solo un grande sasso”, e la vita altro non è che una serie di cause, di sassi, macigni disposti in fila indiana - la prospettiva più ingannevole per chi vi sta difronte. Il vivere consiste nel far rotolare, uno dopo l'altro, ineluttabilmente e non senza grande sforzo, quei massi dal nostro sentiero, giù verso il pendio del tempo. È una metafora un po' cupa, ma efficace - o almeno spero; e, paradossalmente, è giusto che sia così. L'insoddisfazione e l'incontentabilità ci spingono non solo a desiderare sempre più, ma anche a fare sempre meglio per ottenere ciò che vogliamo, per raggiungere la meta prima di fissarne un'altra. È dunque nella crescita, nell'evoluzione dell'uomo, nel suo perfezionamento, nello sviluppo tecnico ed intellettivo, la radice della spasmodica ricerca della felicità.


Francesca



June 07

Lo scrutatore non votante

Ho talmente tanti pensieri in testa che non so davvero da dove cominciare. Me li sto spulciando da qualche minuto, alla ricerca del bandolo della matassa. Come una matassa di capelli, una zazzera di ricci che si riempie di nodi alle estremità subito dopo averla dipanata ben bene con grandi dosi di pianto cinese. Districo le idee con delicatezza e la mia mano è una spazzola sulla nuca, sulla radice del problema ma niente, oh, niente. Insomma, qui come lì, un buon dieci minuti - e un centinaio di capelli - buttati nel cesso.

[Che poi i ricci non puoi pettinarli troppo, no: altrimenti si sfibrano e ti vengono le doppie punte. E vaffanculo allora, li asciugo col diffusore e chi s'è visto s'è visto.]

Ma è proprio una ciocca della pseudo-fragetta-laterale il bandolo della matassa di cui sopra. Ed era ovvio, ora che ci penso: si parte sempre dal filo conduttore più corto.
È un discorso troppo grande per essere affrontato qui e da me, per questo mi manterrò sulle generali. Sono riflessioni che hanno come sfondo, tra le altre cose che menzionerò, la fantastica puntata di ieri di “Blob” e il film “Gli onorevoli”.

Tutto nasce dalla conversazione fatta ieri notte con la mia Angi, che mi ha quasi brutalmente scaraventato (non volendo, ma hai fatto bene :*) dalla mia accidiosa nuvoletta in una realtà in cui i giovani non conoscono nemmeno la differenza tra destra e sinistra. Ora, non mi piace parlare di politica - sarà che non ne sono in grado e/o che non mi interessa molto, per adesso - e infatti ieri l'ho buttata sul filosofico (Angi, ti rigiro come voglio, eh eh) ma queste sono cose che si dovrebbero sapere, se non altro perché le hai studiate alle scuole medie. Ho aperto gli occhi, accecati forse dalla filantropia, ad un mondo fatto di tanti piccoli Marco Marfè e di vecchi che votano Antonio dopo aver sentito "Votantonio"; di gente che si dice di sinistra solo perché odia Berlusconi, o perché magari ha fatto il test su Faccialibro (a me è uscito Rifondazione Comunista, asd). E poi ci sono quelli che, nella beata ignavia, fanno la parte dello scrutatore non votante descritto da Bersani - il cantante, non l'onorevole.

Stamattina mi sono svegliata mormorando l'Ave Maria di Gounod ascoltato ieri pomeriggio in Accademia, ripensavo a tutto questo e non mi raccapezzavo. Sono uscita, guardavo il piazzale fuori la Chiesa gremito per via delle quaranta Prime Comunioni e la Perla, lì difronte, dalle urne desolate e non mi raccapezzavo. Pensavo che nemmeno a me, fino a ieri, sarebbe importato granché di queste elezioni, mentre ora non mi raccapezzavo e mi sono vergognata.
Poi, ho deciso: convincerò i miei ad andare a votare. Ho tempo fino alle dieci.

 

Francesca


May 28

Ennesima cazzatella notturna

Baccante

   Strade lunghe chilometri di case
convergono dirette verso il cielo
e le fronde riposano distese
dolcemente cullate dal tuo seno.

   Notte, sei donna bella e capricciosa
tu che, con lievi vesti estive, sfratti
le nubi vaporose, e maliziosa
prepari per gli amanti bui anfratti.

   Notte, tutte le notti t'inebri di stelle
e allontani le cure in uno stormo,
baccante languida, cara custode delle

   vie del cuor che gentilmente adorno.
Ti perdi nella luce assieme a quelle:
ed anch'io, come te, muoio ogni giorno.

May 24

Rima libera

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Pioggia di sole

Piovono i raggi del sole
da le grate scure
ingrate le ore
scivolano sole
scandite da ombre vane.
E tendo la mano
a voci umane
lontane
e pur mi allontano
mi appendo alle mura
che si aggrappano a me.
Scivolano sole gocce chiare
scivolano amare su le dita insane.
Crepitio lacerante
la pioggia di sole morde
la carne
si tinge di sangue amaranto
e canta su quest'ossa scarne.
Ma dopo il Te lucis ante
si dissolve il velo.
Guardando l'aria bevo il cielo.

 

Francesca

March 23

Trinacria

Finalmente sono riuscita a recuperare qualche foto – si ringrazia Peppe “Rio Mare” per la cortese collaborazione – della recente esperienza sicula, terminata mercoledì 18.
Già, perché la luce della mia macchina fotografica – dicesi “flash” – si è spenta durante il viaggio: la primogenita, DSCN001, ne dà il triste annunzio.
Ed ora, in un caleidoscopio d'immagini, l'occhio si sofferma sulle più significative.

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Catania ed il suo Duomo settecentesco: la piazza omonima, che ruota attorno alla fontana dell’Elefante, dove abbiamo passato due giornate splendide (la prima e l’ultima) tra cannoli, cassate ed arancini, interviste per un canale musicale, carretti siciliani, passeggiate in via Etnea, figure di merda in via Vittorio Emanuele, Hard Rock “closed” e persone davvero calorose! Lo stile barocco è imperante e le strade sono estremamente multietniche.

 

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Siracusa, che ospita sia un teatro Greco sia un anfiteatro Romano: l’inno del Napoli nell’orecchio di Dionisio, il panorama suggestivo, la piccola isola di Ortigia. Una città che conserva ancora le sue radici greche, valorizzate dalla macchia mediterranea.

 

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Noto, dalla meravigliosa Cattedrale: una telefonata a lungo desiderata, gli inseguimenti sul Corso, il pomeriggio sulle gradinate, il sole che tramontava, i balli di un gruppo di cattolici in una villetta. I giochi di luce sulle pietre dal colore unico rendono l’atmosfera di questo luogo ancor più magica.

 

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Agrigento e la Valle dei Templi: la maestosità del Tempio di Giove, le quattro colonne del Tempio di Castore e Polluce, la perfezione del Tempio della Concordia, l’armonia delle proporzioni, la bellezza ricercata non più nella meraviglia - il contrasto con il barocco -, l’imponente semplicità di tutta la valle. Il pomeriggio in spiaggia ha fatto da ciliegina.

 

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Piazza Armerina: i mosaici della Villa Romana del Casale, le immancabili sparate dei prof Russo ed Ambrosino, le risate, tanta stanchezza e malinconia per un viaggio che stava volgendo al termine…

Ci sarebbe così tanto da dire su quell’isola fantastica, nonostante ne abbia conosciuta solo una minima parte… Ringrazio tutti gli Amaldini, ma soprattutto tutti i siciliani che ci hanno fatto compagnia ed hanno reso questi momenti davvero indimenticabili!

Francesca



 

Mascottes

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