July 04
Solo un grande sasso
«La vita è “solo un grande sasso”. Per te che vuol dire?»
«Per me vuol dire che la vita è un macigno che ci trasciniamo a fatica sulle spalle. Un peso, nulla più.»
Era una sera d’aprile come tante altre, e non riuscivo a dare spiegazione diversa da questa. Ma stamattina – non so bene come - mi è tornato alla mente quello stralcio di conversazione ed ho pensato che, forse, ci sarebbe altro da dire.
Consideriamo un uomo che nulla possiede al di fuori del suo corpo e dei suoi pensieri; egli cerca dell'acqua perché ha sete. Trovatala, e avendone bevuto a sufficienza, dirà: "Ora sto meglio, se non fosse per la fame...". Indi si procurerà del cibo e mangerà a sazietà, per poi pensare: "Ora sto meglio, se non fosse per il freddo...". Capirà in che modo accendere il fuoco, realizzerà indumenti per coprirsi, ma finirà per lamentarsi della sua solitudine; e quando avrà ottenuto tutte quelle cose che sono fondamentali per la vita di un essere umano, sarà allora che comincerà a desiderare il superfluo, e ne vorrà sempre più.
L'uomo è cupido ed incontentabile, e questo non già perché egli non sappia essere felice, bensì perché non ha idea di quanto complessa possa essere l'infelicità: non ne conosce il limite, percui si accorge con rammarico che, eliminata la causa maggiore del suo temporaneo malessere, se ne presenta un'altra, una serie di altre, in una successione che aliena i più fragili.
Ogni causa maggiore è “solo un grande sasso”, e la vita altro non è che una serie di cause, di sassi, macigni disposti in fila indiana - la prospettiva più ingannevole per chi vi sta difronte. Il vivere consiste nel far rotolare, uno dopo l'altro, ineluttabilmente e non senza grande sforzo, quei massi dal nostro sentiero, giù verso il pendio del tempo. È una metafora un po' cupa, ma efficace - o almeno spero; e, paradossalmente, è giusto che sia così. L'insoddisfazione e l'incontentabilità ci spingono non solo a desiderare sempre più, ma anche a fare sempre meglio per ottenere ciò che vogliamo, per raggiungere la meta prima di fissarne un'altra. È dunque nella crescita, nell'evoluzione dell'uomo, nel suo perfezionamento, nello sviluppo tecnico ed intellettivo, la radice della spasmodica ricerca della felicità.
Francesca